Informalità, vicinanza, attenzione, autenticità:  quattro parole che descrivono in modo esaustivo la prima presentazione ufficiale di #maipiubarbablu.

L'emozione era tantissima, il progetto si muove dentro di me in profondità perché ne sento il potenziale e l'immenso valore.

Quando la prima volta Francesca me ne ha parlato il mio entusiasmo ha iniziato a galoppare e da esso un vortice di energia e di idee. Venerdì sera, alla prima presentazione ufficiale di questo progetto di prevenzione della violenza sulle donne, ho compreso che il messaggio è delicato, complesso, stratificato e anche molto molto sentito.

Dopo qualche minuto di silenzio, in seguito alla nostra calda e coinvolgente presentazione, sono iniziati gli interventi del pubblico presente che era eterogeneo per età sesso ruoli attività (di meglio non potevamo sperare) e in una decina di minuti sono emersi diversi elementi su cui riflettere, utilissimi per pensare e modellare il futuro lavoro. Il nostro obiettivo lo abbiamo portato a casa con successo: diverse persone si sono dimostrate già disponibili a lavorare ai contenuti e alla divulgazione. I tavoli di lavoro che andremo a costruire in quest'anno sono tre: contenuto, divulgazione, sostegno economico.
Ringrazio tutti quelli che ci sono stati, quelli che non potevano esserci e hanno mostrato il loro interesse, ringrazio il Caffè dei libri per averci accolto, sono grata al team di Futura che mi illumina, ringrazio immensamente Nicoletta per la sua sensibilità alla RSI. La strada è in salita e di lavoro ne vedo molto ma c'è così tanta bella energia che gioisco e penso: non vedo l'ora di procedere.

Per chi non ha potuto esserci, Barbablù è un progetto che ha l’obiettivo di fornire alle ragazze dai 13 anni in su uno strumento per allenare se stesse a diventare donne consapevoli del proprio valore come individuo e come rappresentante al mondo femminile. È un progetto composto da due parti: un quaderno di “esercizi” per le ragazze, il percorso di condivisione per il suo sviluppo, divulgazione e distribuzione con tutti i soggetti del territorio interessati e coinvolti in questo processo. L’obiettivo, infatti, non è la denuncia della violenza, ma l’inizio di un’azione di prevenzione e stimolo verso le vere protagoniste del futuro: le ragazze.

Anna Pantanali