La dott.ssa Stefania Marzona, Tecnologa Alimentare e Responsabile del Controllo Qualità nella nostra azienda, si è occupata di fare chiarezza sul tema della shelf-life.

La shelf-life indica la durata di conservazione di un prodotto alimentare.

La durata può essere influenzata da diversi fattori: il profilo merceologico, il sistema produttivo, le materie prime e/o ingredienti utilizzati, il tipo di imballaggio, le condizioni di conservazione e molte altre ragioni.

Tutti questi elementi sono fondamentali per caratterizzare e definire la durata di conservazione di ogni prodotto!

Calcolare la shelf-life dei prodotti infatti richiede un’analisi approfondita, che può durare anche diversi anni! Durante questa operazione, gli alimenti vengono studiati per identificare la causa primaria di decadimento nel periodo di conservazione, detto anche effetto alterativo prevalente.

Facciamo quindi chiarezza riguardo alla differenza tra la "data di scadenza" e il "termine minimo di conservazione" di un prodotto alimentare!

  • La data di scadenza ("consumarsi entro gg/mm/aa") viene definita dal produttore se la causa prevalente di decadimento si riferisce ad aspetti che inficiano la sicurezza alimentare.
  • Il termine minimo di conservazione o TMC ("consumarsi preferibilmente entro" seguita dall'indicazione temporale di gg/mm oppure mm/aa oppure anno) indica un prodotto in cui l’evento alterativo non inficia sulla sua sicurezza alimentare. 

Gli sfarinati (che appartengono alla categoria dei prodotti secchi non deperibili) presentano un TMC, indicato generalmente con il mese e l'anno, perché la loro sicurezza alimentare non viene meno anche dopo questo tempo.

Tuttavia, tra marchi e tipologie differenti, la durata degli sfarinati è variabile da pochi mesi ad oltre un anno e questo dipende dalle specifiche caratteristiche del prodotto, dall’utilizzo di sistemi di conservanti e del packaging scelto.

È quindi importante ricordare che un alimento che ha superato il TMC non è scaduto!

Gli sfarinati, infatti, possono essere consumati con sicurezza anche nel periodo successivo all’indicazione del TMC, evitando lo spreco di prodotti alimentari che possono ancora essere utilizzati nelle nostre cucine o che possono essere donati al Banco Alimentare più vicino.