Calda, vellutata, la polenta è il piatto perfetto per la stagione invernale, una ricetta tipica della tradizione culinaria italiana di montagna da gustare in mille modi diversi.

Desideriamo lasciarvi alcuni consigli per la sua preparazione e successiva degustazione. Per prima cosa bisogna fare attenzione alla scelta della farina che deve essere sempre di buonissima qualità.

Le regole sono poche e semplicissime: portare l’acqua a ebollizione, salare (vi consigliamo di stare sempre molto attenti alla quantità di sale perché la polenta di solito accompagna salumi, carni, pesce e non deve coprirne i sapori); versare la farina a caduta. Tenete la fiamma alta in modo da tostarla, poi abbassate e mescolate frequentemente per evitare che si crei la pellicina in superficie che porta alla formazione dei grumi... ricordate che la VERA polenta, come prodotto di buona qualità deve cuocere per almeno 45 minuti. Indicativamente per 8 persone utilizzare tre litri di acqua per un kg di farina, ma se si vuole una polenta più morbida aumentare fino a quattro litri. Si può aggiungere un cucchiaio di olio extra vergine di oliva nell’acqua di cottura per renderla più gustosa. 

Per la preparazione della polenta ci vorrebbe un paiolo apposito, tondeggiante sul fondo in modo che la polenta non si attacchi, e un mestolo per polenta o una frusta in acciaio ma va benissimo anche un semplice cucchiaio di legno. La polenta macinata grossa (sia bianca che gialla) è adatta per essere servita su un tagliere coperta da un canovaccio umido per evitare che si formi la crosticina e successivamente tagliata a fette.

Quella macinata più sottile (nostrana) è più adatta ad essere servita al piatto.

Come gustarla? La polenta è un sostituto del pane (non un contorno come molti pensano) e si sposa bene con tutto: dalle verdure, all’insalata, dal pesce alla carne, da sughi misti ai formaggi.

Buona, buonissima e forse ancor più buona il giorno dopo… Quando la polenta è ancora calda si può mettere in teglia, schiacciare bene e, una volta raffreddata, tagliare a fette e poi largo alla fantasia/gusto: si può friggere, grigliare, scaldare al forno oppure realizzare quella che viene chiamata polenta pasticciata, ovvero una specie di lasagna ma preparata con fettine molto molto sottili di polenta alternata al ripieno scelto. 

Da noi in Friuli è tipica la POLENTE CUINCJADE e si tratta di una polenta con formaggi, ricotta fresca, ricotta affumicata e latte.. un piatto molto sostanzioso che può prevedere poi l’aggiunta di altri ingredienti a piacere, funghi porcini, tartufo.. ecc..

Un altro piatto della tradizione che in molte famiglie di campagna si mangiava a colazione era il Zûf: polenta e latte, una polenta morbida molto calda, con latte freddo di mucca appena munto.

La polenta può essere l’ingrediente ideale anche per preparazioni dolci, la scelta dipende dal tipo di dolce: si può utilizzare la farina di mais fioretto (macinata molto sottile) per la preparazione di torte asciutte da forno come l’amor polenta o paste frolle gustose (la percentuale rispetto alla farina di frumento dipende dalla grandezza del dolce e da quanto ci piace il gusto) ma anche la farina di mais più grossolana è ottima per la preparazione di qualche biscotto tipico della nostra regione: in questi casi però deve proprio piacere il gusto e la consistenza che si sente sotto i denti.